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La Galleria Luxardo propone un nuovo appuntamento nella serie
"Tandem" : due artisti a confronto. Sandro Fogli e
Carlo Pettinelli dialogano sul tema delle Mutazioni confrontandosi
sul rispettivo modo di percepire, inquadrare e trasformare la
realtà. Le loro fotografie invitano lo spettatore a intraprendere
un viaggio in paesaggi immaginari, a volte perturbanti a volte
rassicuranti, con una forza suggestiva che se da un lato ci fanno
sognare dall´altro ci pongono interrogativi inquietanti
sul mondo circostante, sul nostro modo di porci nella realtà
inseguendo "istanti di piccolo assoluto" o fuggendo
in "scenari illogici". |
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| POINTS OF VIEW n.4 stampe fine art, cm60x60, montate su telai in legno n.5 stampe, cm60x60, montate su plexiglass e alluminio |
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circa n.50 stampe carta fotografica cm21x30, montate su pannelli gatefoarm n.4 stampe su carta fotografica 50x60cm, montate su pannelli gatefoarm |
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S A N D R O F O G L I La vita è mutazione, cambiamento continuo. Nulla è
mai come era appena solo un istante prima. Dissoluzione e rinascita.
In questi mutamenti, che non ci consentono di appigliarci mai
a nulla, cerchiamo i nostri punti di equilibrio. In questo mutamento
cerchiamo la bellezza e l'armonia. |
C A R L O P E T T I N E L L I Nella trasformazione continua del paesaggio moderno l'uomo
sopravanza la natura imponendo una rotta nel processo vitale.
Nel caos di questo sviluppo gli elementi architettonici che escono
dal controllo vengono congelati appena dopo il loro concepimento. |
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| SANDRO FOGLI Fotografo professionista, ha lavorato per la moda, il cinema, la pubblicità e l'editoria. E' stato direttore della fotografia ed autore di cortometraggi video. Ha organizzato e diretto "Raccolta Multimedia", libreria, spazio espositivo e salotto culturale, dedicato alla Fotografia ed alle nuove tecnologie digitali. Oggi si dedica, con rinnovata passione, alla propria ricerca artistica, ed alle proprie produzioni editoriali. E' nato a Roma dove tuttora vive e lavora. | CARLO PETTINELLI Nasce a Bari, da anni vive e lavora a Roma come fotografo professionista. E' stato autore di numerosi reportages, direttore della fotografia di cortometraggi, ha lavorato con importanti riviste italiane ed estere e curato diversi lavori di comunicazione per aziende. Ha partecipato a diverse manifestazioni, premi fotografici e collettive. Dal 2006 inoltre tiene dei corsi di fotografia in due sedi romane. |
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... mi auguro che queste immagini possano entrare in vibrazione con qualche luogo dell' anima del visitatore, soprattutto Points of view... Vengo dalla pubblicita' e li' ho imparato a concentrare il messaggio. Dallo still life ho imparato l'uso della luce e l'"appetising", quel qualcosa in piu' che rende le tue immagini divere ed "appetibili" ad uno sguardo oramai saturo. ...........ora vorrei andare oltre............ Questa mostra raccoglie il sunto di questi anni in una specifica ricerca: personalmente divido le immagini tra "scansioni di realta'" esterna, con persone o senza, e quelle "costruite" su una fantasia interna. Per le prime uso la macchina come uno scanner con cui fermare pezzi di realta', poi al computer lavoro i files fino ad ottenere un risultato "finale" (con il digitale difficilmene si puo' parlare di un'immagine "ultima", "finale" in quanto ogni file e' suscettibile di un'ulteriore modifica). Per le riprese, in questo caso, uso una tascabile Leica/Lumix da 10 mp ed una reflex Sony sempre da 10mp: l'importante che siano piccole con il miglior obiettivo possibile, una ottima definizione, ed una buona batteria. Le foto "costruite" possono essere più o meno elaborate (a livello di costruzione fisica delle immagini necessarie: modelli, costumi, pettinature, accessori, locations, luci etc) ed ovviamente cio' incide sui costi. Infatti un fotografo come Lachapelle costruisce immagini costosissime a beneficio di quel mondo particolare ricco e vanesio che lo finanzia. Foto senza anima. Nelle foto "di set" lavoro con la mia vecchia Hassemblad ora digitalizzata (fantastica!) per ottenere files ad elevati dettagli. Cerco di ridurre al minimo il necessario per le luci (posso sempre lavorarci ancora con Photoshop....). Points nasce da una passeggiata sul monte Tre Venti di Ponza. Una giornata stupenda e la mia Sony. Si vedeva l'orizzonte a 360° e la luce cambiava a seconda della mia posizione, dell'inquadratura e delle nuvole che passavano. Con il mio mac poi ho cercato di cambiare il colori per ritrovare l'emozione provata. Il mare che sembra tropicale e' una forzatura dei colori. Filtri usati con moderazione etc. Sono arrivato al tondo perche' nel rettangolo del file "non ci stavano", avevo bisogno di altro. Punti di concentrazione, punti essenziali, yin e yang. Lì era la realta', l'essenza dell'armonia che cercavo. Intorno pero' ci sono io/noi, cornice che cercano l'armonia con quel centro. Cerchiamo forme, colori e dimensioni con cui tentare di unirci a quell'armonia. I file possono essere poi stampati con dimensioni e supporti diversi e qui ricadono altre scelte. Il plexiglass permette di dare un'ulteriore dimensione di luce all'immagine. L'allestimento delle immagini per l'esposizione, l'alternarsi dei supporti di stampa, e' importante per ridare un percorso, un gioco, un'emozione L'albero centra relativamente con la serie del mare, ma ho applicato l'idea del tondo su alcune altre immagini e sono affezionato a quel grande albero sulla via cassia fotografato 3 anni fa con una particolare tecnica per averne il massimo di definizione. Vorrei fotografarlo anche con le foglie Asfalti fa parte di una serie iniziata anni fa con
la piccola Lumix su una spiaggia, a cercare le tracce grafiche
di un linguaggio, (quello del mare con la costa). Anche qui un
confine che si mescola, un'incontro ...... poi è'
proseguito in citta', con la piccola Lumix sempre in tasca, quando
"potevo avere il tempo di "vedere". Anche queste
foto sono molto rilavorate per esaltare i contrasti, le luci,
i colori, le differenze. Detesto le immagini che non sfruttano
l'ulteriore passaggio dell'elaborazione: e' un altro passaggio
ineludibile, e' uno specifico delle immagini digitali. roma 25/6/2007
Lo stile --- Un artista deve avere un suo stile riconoscibile (ed infatti quando pensiamo ai grandi vengono subito in mente, per ognuno, delle serie tipiche, ben identificabili). ...ma un fotografo? la luce cambia ogni giorno ogni momento, il fotografo vuole fermare la realta'....Quando vado in montagna non mi vesto come quando sto ai tropici, ma in fondo porto sempre, adeguato ai luoghi, il "mio stile". Cosi' è per le mie immagini: la citta', la sua moltitudine, il suo caos, al sua vita mi portano ad un certo tipo di rappresentazioni che vado sempre più precisando come "cartoon life" in cui cerco di rappresentare il caos fisico ed interno in cui viviamo questa epoca. La natura mi ispira altro e mi porta ad un congiungimento. E qui io tento di adeguare l'armonia della elaborazione digitale, del supporto di stampa etc all'armonia che quei paesaggi mi avevano ispirato. Mi annoierei mortalmente a riprodurre sempre la stessa ricerca... la dirzione e' la stessa ma il cammino offre molti spunti di riflessione. Nelle immagini costruite lo sforzo con cui misurarsi e' proprio quello di una costruzione: Le proprie fantasie ricostruite... una sorta di autoanalisi... ovviamente tanto più sono interessanti tanto più sono personali ed originali. tanto piu' sono popolari quanto la fantasia che tu rappresenti e' condivisa in quel momento storico. |