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M I T O G R
A F I E
In questa sua nuova mostra personale, Mitografie, Sandro Fogli
presenta un gruppo di opere appartenenti a tre serie fotografiche,
ciascuna delle quali rimanda a una particolare rappresentazione
del mito nelle diverse epoche storiche.
Le foto della serie "Atleti di marmo", realizzate al
Foro Italico di Roma, costituiscono nella fattispecie
un catalogo dell'estetica e della mitologia (l'atleta,
ma anche l'eroe, il soldato, il condottiero) cui il regime fascista
aveva affidato il suo fondamento e la sua legittimità
culturale. Le immagini, realizzate attraverso un attento
e sapiente gioco di bianchi e neri digitali, ci appaiono,
però, prive di retorica: lo sguardo del fotografo
sembra umanizzare e ammorbidire quei corpi scolpiti e irrigiditi
allo stesso modo dell'ideologia cui dovevano obbedire,
rimandandoci, piuttosto, alla prefigurazione dei loro modelli
originari, svestiti dei panni o sudari di eroi.
Con "StreetScapes", ci presenta immagini dei miti esemplari
della contemporaneità, la macchina e il movimento, utilizzati
come luoghi e punti di osservazione di un interno-esterno della
strada e della città. In questo caso lo sguardo,
filtrato da un vetro accidentalmente appannato di pioggia o di
sporco, perviene a una percezione che si vorrebbe deformata
e allucinatoria della realtà, ma che, a ben guardare,
costituisce la sola modalità per abitarla.
In "Tempi moderni", invece, il mito è reso quotidiano,
domestico: nella società postmoderna non esiste
più un'idea di società da edificare, e dunque da
sorreggere facendo ricorso ai miti del passato. La realtà
che Fogli fotografa è quella di tipo urbano e postindustriale:
palazzi in costruzione, cantieri, centri commerciali.
Questa serie rappresenta un punto di svolta importante nella
ricerca di Fogli che, attraverso l'elaborazione al computer,
ridisegna l'immagine allontanandola sia dall'originaria
cifra fotografica sia dal suo proprio "realismo"
per consegnarla a un ambito di tipo pittorico dove
risultano evidenti i debiti con il disegno di animazione e del
fumetto.
Enrica Petrarulo
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